Archive for September, 2014

WHAT’S NEXT: YOUNG & LOCAL NIGHT, Sabato 4 ottobre

IL 4 OTTOBRE E’ LA SERATA DEI GIOVANI TALENTI PIEMONTESI: DOPPIO CONCERTO E FEATURING DELL’ ACCADEMIA ITALIANA DELLA BIRRA!

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biglietto concerto: € 15, incluso calice di vino
eno.jazz.buffet: € 40 (antipasto, primo, secondo, dolce, 3 calici e concerto), su prenotazione
info e prenotazioni: barolojazz@gmail.com, 340 3017467

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Il Barolo Jazz Club è la prima iniziativa Jazz in Italia ad essere organizzata da uno staff interamente “under 30”. Giovani appassionati di musica e di vino, innamorati della loro terra natale, le Langhe, e desiderosi di portare il loro apporto per un ulteriore arricchimento culturale di questa splendida zona, da poco diventata Patrimonio Unesco dell’ Umanità. Giovani che vogliono coinvolgere altri giovani: per questo, ad ogni stagione musicale, una serata viene dedicata

esclusivamente ai talenti emergenti piemontesi, dando vita alla “Young & Local Night”. Una serata in cui il palco del BJC è dedicato a due gruppi accuratamente scelti nel panorama musicale piemontese “under 30”.

La stagione passata ha visto esibirsi il trio di Fabio Giachino, prodigio del pianoforte, originario di Roddi, ed il sestetto di Manuel Volpe, cantautore marchigiano stabilitosi a Torino da diversi anni.

Il 4 ottobre suoneranno altre due band di immenso talento, i GREGOR KAY di Torino (età media 23 anni) ed i SATOYAMA di Ivrea (età media 24). Ad accompagnare la serata, oltre agli immancabili vini, ci sarà una selezione di birre dell’ Accademia Italiana della Birra.

Le band sono state selezionate tramite un piccolo concorso su Facebook. Dato il successo dell’ iniziativa, per la stagione primaverile 2015 sono stati studiati dei contest “ad hoc”: dopo una pre-selezione, infatti, i gruppo scelti potranno esibirsi, in una sessione privata, davanti ad una giuria di tutto rispetto, composta da nomi di grande rilievo nel panorama jazzistico, che selezionerà i due gruppi vincitori, che si esibiranno a Barolo.

Inoltre, i vincitori del primo premio potranno suonare in altre rassegne e festival. E’ possibile leggere il regolamento dei contest musicali, ed anche di quello fotografico cliccando QUI.

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♬ GREGOR KAY

Luca Neri_sax alto

Dario Castellar_chitarra elettrica

Michele Bussone_batteria

Guglielmo Hardouin_basso

La band Gregor Kay nasce a Torino nel 2012 alla fine del percorso degli Arlequin’s Carillaum (formati nel 2006, finalisti a Pagella Non Solo Rock ‘09, vincitori di Torino Sotterranea 8, presenti al MEI di Faenza ’10) quando il bassista Alberto Macario decide di lasciare il quintetto. Rimangono Michele Bussone (batteria), Guglielmo Hardouin (passa dalla chitarra al basso), Luca Neri (lascia le tastiere e si dedica solo al sax) e Simone Santagiuliana (chitarra elettrica). Tutti e quattro iniziano a studiare al Centro Jazz di Torino (attuale Jazz School Torino), grazie al quale sviluppano la loro concezione musicale orientandosi così, dal prog-psychedelic rock con forte influenza ‘70s degli Arlequin, verso un suono più strutturato, asciutto e moderno individuabile come jazz-rock, senza perdere interesse per la sperimentazione.

Con questa formazione presenziano a diversi eventi fra cui Spaziale Emersione Festival ’12, Paratissima ’12 e Scardinarte oltre ai consueti concerti nel capoluogo e nella provincia piemontese.

Nel 2013 il chitarrista Simone Santagiuliana si allontana dal gruppo, che continua a lavorare in trio, da un lato riadattando il repertorio live ad un suono più scarno e compatto, dall’altro componendo nuove idee sulla base di questa formazione. Nell’estate del 2014 il gruppo incontra il chitarrista Dario Castellar, ex allievo della Jazz School Torino (oltre che del Conservatorio di Alessandria), il quale, dopo anni di studio dello strumento, ha partecipato e partecipa a numerose e svariate realtà musicali (Castellar e Savelli Duo, Japsilla, Pastis, Il Proteo delle grotte di Postumia); i Gregor Kay tornano così in quattro ed il loro suono recupera corposità armonica e nuovi colori, riaprendo lo spazio alla composizione e alla sperimentazione.

La formula del quartetto spesso si appoggia su una ritmica irregolare in cui giri di basso si incastrano con l’andamento cangiante della batteria, mentre le linee melodiche del sax alto, a tratti acido e spigoloso a tratti caldo e pacato, s’intrecciano con linee ed atmosfere di una chitarra elettrica che oscilla dai toni più classici del jazz e del blues a toni post-rock e psichedelici. A influire su questo stile c’è, oltre al repertorio jazz, l’ascolto di John Zorn, Louis Sclavis, Thomas Chapin, Lucien Dubuis, Ken Vandermark, Jim Black e Steve Coleman, per citarne alcuni.

_BIANCONERO

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♬ SATOYAMA

Luca Benedetto_tromba, flicorno, effetti

Christian Russano_Chitarra elettrica, semiacustica e live samples

Marco Bellafiore_basso

Gabriele Luttino_batteria e percussioni

“ La musica è la lingua dello spirito. La sua segreta corrente vibra tra il cuore di colui che canta e l’anima di colui che ascolta.” Kahlil Gibran Satoyama nasce nell’ Agosto del 2012 dall’incontro e dall’esperienza di quattro musicisti provenienti da generi diversi. Luca e Christian sono fortemente infulenzati dalla musica Africana e Orientale, dal jazz nordico e dalle sonorità piu siderali.

Si focalizzano infatti su paesaggi sonori alla ricerca di nuove sonorità tramite l’utilizzo di effettistica e tecniche non convenzionali. Marco e Gabriele sono di stampo fusion, funky. Il primo con orecchie ben attente a bassisti e contrabbassisti della scena jazz contemporanea.

Il secondo interessato anche alla musica classica contemporanea. Stufi di essere etichettati, i Satoyama, mettono semplicemente i loro vissuti e le loro esperienze in musica originale creando un sound molto particolare. Infatti ad appena due anni dalla loro nascita il gruppo vanta già

di alcune date tra cui i prestigiosi Euro Open Jazz festival e Open World Jazz Festival di Ivrea, Pianfiorito Jazz in apertura ad Enrico Rava.

Nell’inverno del 2014 vincono un concorso che gli permette di registrare la colonna sonora di una Web Series Portoghese per l’universita del cinema di Lisbona.

Apparentemente distanziandosi dalle dissonanze più tipiche del free jazz e ai virtuosismi e complessità armoniche del bebop, i Satoyama creano una musica di confine con larghe influenze jazz e progressive rock, passando anche dalla word music.

Si ispirano ad artisti come Jan Garbarek, Esbjorn Svensson Trio, Miles Davis, Dahfer Youseff, Eivind Aarset ed altri. Grazie alla collaborazione e produzione del musicista Maurizio Brunod i Satoyama riescono a concretizzare il loro timbro con particolare attenzione alle dinamiche e alla musica evocativa, senza però tralasciare i groove e le sonorità moderne.

OWJF Quartetto Satoyama

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